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Morire per un temporale

Morire per un temporale

Morire per un violento temporale è un qualcosa che è difficile pensare e ancor dipiù da accettare. Una tragedia che ha scosso l’opinione pubblica di tutta Italia e le cui immagini, mandate in onda dai vari media in questi giorni, restano impresse nella memoria di tutti, soprattutto in quella di un padre che si è visto in un pomeriggio di ottobre portarsi via, trascinati dall’impeto di un fiume in piena, una giovane moglie assieme ai due figli piccoli di sette e due anni. Ancora una volta a fare da scenario a questa vicenda agghiacciante è la Calabria, la nostra Calabria, che continua ad essere martoriata da calamità naturali inarrestabili. Intanto la procura di Lamezia Terme ha aperto un fascicolo ipotizzando che si possa essere trattato di omicidio colposo plurimo. La Calabria ha tutte le qualità per potercela fare. Come scrisse un grande calabrese, Corrado Alvaro, la disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile. Ecco, per evitare che ciò avvenga, lo Stato deve tornare a presidiare la Calabria, il Sud e tutti quei pezzi del Paese che oggi vivono uno stato di profondo disagio. Non c’è più tempo per discutere, bisogna intervenire e bisogna farlo in fretta. Ognuno per la parte che gli compete, tutti insieme in nome di uno Stato che c’è e deve esserci.

Gianluca Scopelliti