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Sissi Trovato Mazza

In tutte le storie che si rispettano  c’è un epilogo, brutto o bello che sia. Da anni la cronaca ci ha abituati e resi protagonisti di episodi scabrosi, lugubri, agghiaccianti, culminati con una vittima e un carnefice. Ma cosi non possiamo dire per la giovane guerriera calabrese Sissi Trovato Mazza, -natia di Taurianova- l’agente di polizia penitenziaria deceduta recentemente dopo due anni di coma; in seguito a un colpo di arma da fuoco esploso all’interno dell’ospedale Civile di Venezia, dove all’epoca si trovava in servizio per verificare le condizioni di salute di una detenuta che aveva da poco partorito. Trattasi di suicidio, omicidio, incidente? Un giallo, questo, ancora avvolto nel mistero proprio nell’Italia spaccata dal “chi sa parli” ma anche da quel velo di omertà nel quale, purtroppo, ancora molti sono avvolti. Ma quell’essere cosi forte che pensava di cambiare il mondo con la sua verità, con la sua battaglia personale, ha smesso di vivere portando con sè un vuoto incolmabile.

Gianluca Scopelliti