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Michel Morganella: le stagioni vissute con Giuseppe Iachini a Palermo e quella con Attilio Tesser a Novara sono state speciali ed emozionanti.

Il calcio è straordinario proprio perché non è mai fatto di sole pedate. Il calcio è davvero il gioco più bello del mondo per chi lo ha giocato, lo gioca e lo vede giocare. Il calcio è emozione, emozione che traspare dalle parole di un ragazzo che ancora ha tanto da dare a questo sport, cuore e grinta racchiusi in un grande carattere. Stiamo parlando di Michel Morganella, terzino svizzero classe 1989, con un curriculum di tutto rispetto tra Serie A e B, intervenuto quest’oggi ai microfoni della FTRedazioneSport.
Ciao Michel, archiviata la parentesi al Livorno, quale sarà il tuo futuro?
Al momento non saprei, sto bene fisicamente e mentalmente, ho tanto da dare ancora al calcio , sono carico per una nuova avventura ed al momento sono libero. Cercherò insieme al mio agente il meglio per me e la mia famiglia.
Il tuo pensiero in merito alla ripresa del campionato? Giusto riprendere?
Il covid 19 è stato ed è ancora oggi un problema per tutti. Secondo me la salute di ogni atleta viene prima di tutto. Ma se le condizioni lo permettono e sono all’altezza per come sembra sia, avvenuto, ritornare al calcio giocato è positivo per tutti.
Premiamo il tasto dei ricordi, quale è stata la stagione più importante della tua carriera?
Fortunatamente ne ho trascorse diverse, ognuna delle quali mi ha trasmesso qualcosa in termini umani e sportivi, ma quelle vissute con Giuseppe Iachini a Palermo e quella con Attilio Tesser a Novara sono state speciali ed emozionanti.
La nostra domanda di riflesso è: quale allenatore ti ha lasciato di più a livello umano e sportivo?
Sicuramente mi sono trovato sempre bene con tutti, si crea sempre un rapporto speciale tra giocatore ed allenatore. Ma anche qui, se dovessi fare dei nomi direi Tesser, Iachini, Corini, Tramezzani e Ballardini, sono sicuramente i mister con i quali ho avuto un legame davvero speciale.
Qual è il tuo idolo sportivo?
Da bambino ero attaccante, quindi il mio idolo incontrastato non poteva che essere Andriy Shevchenko, il mio fuoriclasse preferito. Il prototipo dell’attaccante completo, un campione straordinario che tutt’ora, riguardando i suoi filmati, mi emoziona.