Menu Chiudi

Marco Nappi: Sicuramente i 6 anni trascorsi al Genoa mi hanno scolpito nel cuore questa squadra e la sua bellissima città.

È passato alla storia del calcio per il numero della Foca Monaca, rimasto negli annali e cliccatissimo su Youtube. Una carriera longeva, con tantissime squadre di A e B, dove gli piaceva ritagliarsi fette meritate da protagonista. Calcando i campi di provincia con qualche puntatina nelle grandi città, con il cuore e la grinta di chi ama il calcio prima di tutto. Stiamo parlando di Marco Nappi, indimenticabile attaccante funambolico di Genoa e Fiorentina, in esclusiva ai microfoni di FTRedazioneSport.

Buongiorno Marco, cosa ti ha spinto ad allenare in Cina?

L’amore e la passione per il calcio. Per me non é mai stato un lavoro, ma un divertimento pieno di sacrifici sicuramente, ma ricco di gioia e soddisfazioni.
Molti pensano sia stata una scelta economica venire qui in Cina e che abbia chissà quale tipo di contratto milionario, ma ho un contratto normalissimo e spero di continuare questa mia esperienza formativa.

A chi ti ispiri come allenatore?

Se devo essere sincero non mi ispiro a nessuno se non a Marco Nappi.
Penso di aver acquisito nella mia carriera una filosofia di gioco tutta mia, con un idea ben definita, non ho avuto un’ispirazione ben precisa. Ma ci sono stati due allenatori che mi hanno in un certo senso influenzato: Franco Scoglio e Giovanni Vavassori. Dal “Professore” ho carpito qualche schema tecnico e sui calci piazzati, con Vavassori ho affinato il resto. Con entrambi ho vissuto delle stagioni straordinarie, sono stati due punti di riferimento importanti per il mio futuro da allenatore.

La stagione da giocatore più bella che ricordi?

Fortunatamente ho avuto una lunga carriera e conservo tanti bei ricordi di tutte le mie esperienze. Tutte mi hanno lasciato qualcosa, un’emozione diversa; dal mio esordio in Serie A, quello in Coppa Uefa, le varie Promozioni, ma anche le retrocessioni. Il calcio è emozione, passione, va vissuto a 360° gradi, per me tutte le stagioni vissute sono state uniche.

Quale squadra in cui hai militato ti é rimasta nel cuore e conservi un ricordo speciale?

Sicuramente i 6 anni trascorsi al Genoa mi hanno scolpito nel cuore questa squadra e la sua bellissima città. Tuttora vivo a Genova, le mie figlie sono nate qui, ho un legame particolare con questa città. Il Grifone é anche la squadra che mi ha lanciato nel grande calcio, ma ogni città, ogni squadra, ogni tifoseria mi ha emozionato. Ho vissuto e vivo il calcio in tua la sua interezza, la passione, il calore dei tifosi, mi ha sempre riempito il cuore e fatto dare sempre il 100% in campo.

Quale allenatore ti ha trasmesso di più a livello umano e sportivo?

Un nome su tutti, Bruno Giorgi. Mi ha voluto a tutti i costi alla Fiorentina, mi ha permesso di esordire in Serie A ed in Coppa Uefa, una persona vera, con grandi valori, non esistono aggettivi per lui.

Il tuo pensiero in merito alla ripresa del campionato? Concordi sulle decisioni prese?

Assolutamente non sono d’accordo. Levando l’elemento più importante che è la sicurezza dei giocatori, questo é un campionato falsato. Faccio fatica a seguire una partita senza pubblico, senza atmosfera, senz’anima. Per me il tifo, il calore del pubblico sono una parte fondamentale, mi hanno sempre dato una carica particolare anche le contestazioni, un calcio senza pubblico é come una partita alla Playstation, manca l’anima.