Menu Chiudi

Sandro Cois: Ho un ottimo rapporto con Malesani, stima e simpatia  per Trapattoni di cui conservo un ottimo ricordo.

Il centrocampista che molti allenatori nel cuore degli Anni ’90 avrebbero voluto. Temperamento, corsa e piede nonché eleganza e grande senso della posizione.
Stiamo parlando di Sandro Cois, centrocampista della Fiorentina degli anni d’oro, in esclusiva ai microfoni di FTRedazioneSport.

Ciao Sandro, a cosa ti sei dedicato appena smesso con il calcio?

I primi tempi li ho dedicati alla famiglia ed
a una piccola attività nel settore edilizio. Da 7 anni invece ho iniziato ad allenare i più piccoli e devo dire che sono grandi le emozioni e le soddisfazioni che provo con loro.

Come é cambiato il calcio oggi rispetto a quello dei tuoi tempi?

Tecnicamente è cambiato molto poco, magari sono aumentati i ritmi e la velocità, tecnologicamente invece sono stati fatti passi da gigante, basta pensare al Var ed a tutti gli aiuti che ha a disposizione la terna arbitrale, gli errori e le polemiche sono davvero ridotti al minimo.

Stagioni d’oro alla Fiorentina, siete stati anche ad un passo dallo Scudetto, cosa vi é mancato?

Purtroppo dopo essere stati Campioni d’Inverno, Batistuta si é infortunato ed Edmundo é partito per il Brasile e non siamo più riusciti ad essere efficaci sotto porta ed abbiamo perso la vetta e la striscia positiva.

Quale giocatore della Fiorentina preferisci e quale in cui ti rivedi?

Nella Fiorentina attuale non ho un preferito e non vedo nessun giocatore simile al mio modo di giocare, Pulgar e Badel sono troppo diversi dal Sandro Cois giocatore.

Quale squadra dell’attuale Serie A ti ha sorpreso di più?

Senza dubbio l’Atalanta, una squadra forte, attrezzata, con un grande allenatore. Coraggio, determinazione, tutti elementi che la rendono una squadra capace di ambire a grandi traguardi e difficilissima da affrontare per le altre rivali italiane ed europee.

Hai qualche rammarico della sua carriera calcistica?

Le finali perse ti lasciano sempre un grande rammarico e nella mia carriera
2 finali di Supercoppa Italiana, 1 di Coppa Uefa e di 1 Coppa Italia sono sicuramente delle sconfitte che bruciano. Se non avessi avuto gli infortuni magari avrei giocato qualche anno in più, ma francamente sono molto contento della mia carriera calcistica.

Quale è l’allenatore che ti ha lasciato di più a livello umano e sportivo?


Ho avuto la fortuna di avere un ottimo rapporto con la maggior parte degli allenatori che ho avuto e di essere stato allenato dai migliori. Ho un ottimo rapporto con Malesani, stima e simpatia  per Trapattoni di cui conservo un ottimo ricordo. Tecnicamente e tatticamente Ranieri e Mancini sono stati gli allenatori che mi hanno lasciato qualcosa in più.