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Bruno Cirillo: La Reggina quest’anno ha realizzato qualcosa di eccezionale. Sono partiti in sordina ed hanno dimostrato tutto il loro valore strada facendo, in un girone veramente difficile…

Ha regalato emozioni nei più prestigiosi palcoscenici calcistici, le scale del calcio, dalle categorie più basse fino alla Champions League. Le sue esperienze in Italia, Grecia, Spagna, Francia e in India lo hanno fatto crescere a livello sportivo e soprattutto umano. Oggi lo ritroviamo nei panni di procuratore, pronto ad elargire la sua esperienza e le sue competenze. Stiamo parlando di Bruno Cirillo, ex di Reggina ed Inter, in esclusiva ai microfoni della FTRedazioneSport.

Ciao Bruno, come ti trovi con la tua nuova carriera da procuratore e che rapporto hai con i tuoi giocatori?

Un rapporto diretto e lo definirei speciale; fondamentale essere sempre a contatto con i miei ragazzi. Questa nuova carriera è un’esperienza fantastica che mi permette di restare nel mondo del calcio, la prospettiva di poter imparare ancora tanto, con la speranza di dare un futuro importante ai ragazzi che gestisco.

Qual è il ricordo più bello che ti ha lasciato il calcio e quale è il più brutto?

Fortunatamente ho vissuto tanti bei momenti nella mia carriera, difficile poter scegliere. Il mio esordio in Serie A con la maglia della Reggina, la vittoria dell’Europeo con la Nazionale Under 21, la partecipazione all’Olimpiade di Sidney con la Nazionale, partecipare e segnare in Champions League: come potrei scegliere se tutte queste sono emozioni indescrivibili? Emozioni così forti da cancellare i pochi momenti brutti della mia carriera…

Quale squadra in cui hai militato ti è rimasta nel cuore e conservi un ricordo speciale?

Sicuramente la Reggina. Mi sono trasferito all’età di 14 anni, dagli Allievi alla Primavera, fin arrivando a diventare capitano in prima squadra in Serie A. Un legame indissolubile con questa maglia.

Parlando proprio di Reggina, quest’anno ha compiuto una vera e propria impresa…

La Reggina quest’anno ha realizzato qualcosa di eccezionale. Sono partiti in sordina ed hanno dimostrato tutto il loro valore strada facendo, in un girone veramente difficile. Non posso che fare i miei complimenti al Presidente, a tutta la dirigenza, al Mister Toscano ed a tutta la squadra, per il grande sogno che hanno fatto rivivere alla città di Reggio Calabria ed ai suoi tifosi.

Quale l’allenatore ti ha trasmesso di più a livello umano e sportivo?

Con tutti, nonostante gli alti e bassi, ho avuto sempre un buon rapporto, sono riuscito sempre a farmi apprezzare, nonostante a volte possano essersi verificate delle incomprensioni, se dovessi fare un nome su tutti direi Fernando Santos, attuale Ct del Portogallo e mio allenatore ai tempi dell’AEK Atene e del PAOK di Salonicco. Ho instaurato con lui un rapporto di amicizia che dura ancora oggi, oltre la stima reciproca che ci lega.

Come mai la scelta di giocare all’estero e quali sono le differenze con il calcio italiano?

Covavo fin da sempre il sogno di giocare all’estero, di confrontarmi in altri campionati per arricchire il mio bagaglio sportivo e culturale. Fortunatamente ho giocato in molti Paesi come Francia, Spagna, Grecia ed India, tutte esperienze bellissime e ricche dal punto di vista umano e calcistico. Il nostro campionato rimane per me il più bello e il più difficile del mondo, ma ciò non toglie che nel resto del mondo ci siano campionati competitivi e altrettanto affascinanti.